Quei bigottoni dell’Unione dell’anello al naso (Uan) avevano inscenato una miserabile invasione aliena, ma erano stati scandalosamente scoperti. Che venissero da Marte era risaputo, ma che arrivassero a tanta idiozia non se lo sarebbe aspettato nessuno.

Nel frattempo un’altra calamità stava minacciando il nuovo governo: la fine del campionato di calcio e l’esclusione dai campionati del mondo della nazionale azzurra.

Alla nostra premier non piaceva il calcio; Lola S. amava lo skateboard ed anche a noi cominciava a piacere.

Le sue acrobazie sulla tavola erano simili a quelle che effettuava nei cessi della discoteca, ma lì  aveva bisogno delle ginocchiere.

Il popolo però amava il calcio e senza calcio, nei bar, si sarebbe parlato solo di politica e di spread. Fu allora incaricata la zia Gianna (sorella di Carla e nuova ministra al tempo libero) affinché organizzasse dei mondiali extra con le altre squadre escluse dalla massima competizione. Ecco il sorteggio…..noi finimmo in un girone di ferro con S.Marino, Andorra e Città del Vaticano

Ne venne fuori un bel torneo, ma a quel punto la FIFA s’incazzò ed organizzò una marcia di protesta con Platinis, Platinette e quell bell’omino di Blatterx

Subito dopo  il calcio d’inizio della prima partita , i vertici della FIFA ci espulsero dalla federazione.

La nostra premier prese allora la palla al balzo e vendette tutti gli stadi ai cinesi e col ricavato estinse il debito pubblico.

Alle scene di giubilo per la ritrovata indipendenza economica, fecero da contraltare le sommosse popolari degli ultras a cui partecipò anche l’ex premier Babbo Natale indossando la maglia numero 10 dell’Avellino: era quella di  Barbadillo . Lola S. non si fece comunque intimorire e vendette ai cinesi anche gli ultras, che furono impiegati nel manufatturiero nel reparto striscioni.

In seguito, avendo risolto tutti i problemi del paese, la nostra premier organizzò dei festeggiamenti ed istituì le ferie di cittadinanza e tutti ce ne andammo al mare. La Lola, col suo bel perizoma piantato tra le chiappe, si divertì un sacco a giocare con le onde.

In Europa erano però incazzati  come delle bestie poichè non potevano più tenerci per le palle.

Il capo delle banche Drago Marzio telefonò a tutti i suoi contatti, compresi quelli che aveva trovato sui muri dei cessi della stazione. Lola S. doveva cadere, essere sfiduciata, esiliata.

Nel frattempo, 500 chilometri più a est, due sfaccendati, dai nomi che magari ora non vi dicono nulla, tali Hunter Viniskia e Calvo Pepàsh, stavano partendo in vespa da Burcaiu (piangente paesello sperduto tra i Carpazi) con 1027 euro in tasca e due zaini pieni di quaderni e liquori.

Ma questa è un’altra storia.

(fine prima serie)

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Hunter Viniskia